Stili attentivi nel calcio: cosa dice la ricerca scientifica
I risultati offrono spunti interessanti, anche se con alcuni limiti che è importante riconoscere nell'ambito della psicologia dello sport professionale.
L'importanza degli stili attentivi nel calcio
Prima di entrare nel dettaglio, vale la pena chiarire un punto: l'attenzione non è una singola abilità, ma un insieme di processi diversi. Nel calcio questo include la capacità di:
- Selezionare le informazioni rilevanti;
- Mantenere la concentrazione nel tempo;
- Dividerla tra più stimoli simultanei;
- Spostarla rapidamente da un punto all'altro;
- Regolarla in base al livello di attivazione richiesto dalla situazione.
Un centrocampista che riceve palla sotto pressione deve contemporaneamente percepire il corpo dell'avversario alle spalle, individuare i compagni smarcati e decidere l'azione. Come vedremo, la pressione eccessiva può portare a quello che definiamo il crollo dell'atleta, dove questi processi si inceppano.
Il modello di Nideffer: un punto di partenza con dei limiti
Negli anni '70, lo psicologo Robert Nideffer ha proposto un modello che distingue l'attenzione lungo due assi: l'ampiezza del focus (ampio o stretto) e la direzione (esterna o interna). Combinando queste dimensioni si ottengono quattro profili attentivi.
Questo modello è stato molto influente, ma ha ricevuto anche diverse critiche. In particolare, il test TAIS misura l'attenzione percepita più che quella effettivamente utilizzata. Nonostante i limiti, rimane un utile punto di partenza: non esiste uno "stile attentivo ideale", ma la capacità di passare fluidamente da un tipo di attenzione all'altro.
Visual search ed expertise: cosa guardano i migliori
Una meta-analisi di Mann e colleghi (2007) che ha esaminato 42 studi ha evidenziato un pattern chiaro: gli esperti utilizzano strategie di visual search diverse rispetto ai non esperti. Fanno meno fissazioni visive ma di durata maggiore, posizionandole su zone più informative.
Uno studio recente (Aksum et al., 2020) ha mostrato che i calciatori d'élite utilizzano fissazioni significativamente più brevi in partita (circa 240ms) rispetto ai laboratori. Questo suggerisce che l'ambiente reale impone dinamiche diverse dai training cognitivi isolati.
Lo scanning: un comportamento misurabile
Uno dei filoni di ricerca più interessanti riguarda lo "scanning" – il movimento attivo della testa per raccogliere informazioni lontano dalla palla. Geir Jordet ha dedicato anni allo studio di questo comportamento, dimostrando che i giocatori che scansionano più frequentemente completano più passaggi, specialmente in avanti (Jordet et al., 2020).
Il problema del transfer nel training percettivo-cognitivo
Negli ultimi anni sono proliferati software per "allenare il cervello". Tuttavia, una revisione recente (Zhu et al., 2024) indica un transfer limitato sulla prestazione in gara. È possibile diventare bravi nel software, ma non necessariamente in campo. Per massimizzare il transfer è necessario che gli stimoli siano rappresentativi delle situazioni reali che tratto abitualmente nel mio studio di psicoterapia a Pescara quando lavoro sull'equilibrio tra mente e gesto tecnico.
Qualche spunto per l'allenamento
Dalla ricerca emergono alcuni principi che potrebbero informare la pratica:
- Rendere consapevole lo scanning: Usare esercitazioni in cui si richiede di verbalizzare cosa si è visto prima di ricevere.
- Flessibilità attentiva: Alternare rapidamente giochi di possesso (focus ampio) ad azioni rapide in porta (focus stretto).
- Integrare percezione e azione: Allenare l'attenzione nel contesto reale, non in astratto.
Conclusioni
La ricerca sull'attenzione nel calcio ha fatto progressi significativi. Per gli allenatori e i clinici, queste conoscenze forniscono un linguaggio più preciso per comunicare concetti complessi ai giocatori e progettare esercitazioni efficaci.
Approfondimento e Consulenza Professionale
L'attenzione è la base della performance, ma è anche il primo processo a risentire di stress e disturbi dell'umore. Se desideri integrare queste metodologie scientifiche o necessiti di un supporto specialistico, puoi contattarmi presso il mio studio di psicoterapia a Pescara.
- Analisi degli stili attentivi e della performance
- Interventi clinici per atleti professionisti
- Supporto nelle transizioni di carriera
- Gestione dello stress e dell'ansia da prestazione
– Gustave Flaubert
Articolo a cura di Massimiliano Di Liborio, psicologo dello sport e psicoterapeuta.
