Psicoterapia per adolescenti e giovani adulti a Pescara
L'adolescenza: una transizione, non una malattia.
Quando può essere utile un colloquio
Nel mio lavoro come psicologo per adolescenti a Pescara, la richiesta di un genitore nasce spesso quando alcuni segnali iniziano a ripetersi, restringendo lo spazio della vita quotidiana del figlio. Sebbene ogni adolescente vada accolto nella sua unicità, alcune delle manifestazioni più frequenti includono:
- Ritiro sociale e isolamento: tendenza a chiudersi in camera, evitare amici, rifiuto di uscire o partecipare ad attività.
- Dipendenza da smartphone e tecnologia: ore passate ai videogiochi o sui social, con difficoltà a staccarsene.
- Ansia scolastica e difficoltà a scuola: calo del rendimento, rifiuto di andare a scuola, blocchi nello studio.
- Irritabilità e conflittualità: scoppi di rabbia, opposizione costante, difficoltà a tollerare limiti e frustrazioni.
- Disturbi alimentari e segnali sul corpo: alterazioni del sonno, dell’alimentazione, autolesionismo o eccessiva preoccupazione per l’aspetto fisico.
- Chiusura emotiva: difficoltà a parlare di sé, risposte monosillabiche, sensazione che “qualcosa non va” senza riuscire a capire cosa.
Non sempre è facile capire se si tratta di una fase o di qualcosa di più. Un primo colloquio con uno psicologo serve proprio a questo: distinguere le turbolenze fisiologiche dell’adolescenza da un disagio che richiede attenzione.
Il lavoro clinico con gli adolescenti
L’adolescenza è una fase di profonda riorganizzazione, biologica, psichica, relazionale, in cui tutto ciò che sembrava stabile viene rimesso in discussione: il corpo, l’identità, il rapporto con i genitori, il posto nel mondo.
Dal punto di vista neurobiologico, il cervello adolescente è un cantiere aperto: la corteccia prefrontale, responsabile del controllo degli impulsi e della pianificazione, matura più lentamente rispetto ai circuiti emotivi e motivazionali. Questo spiega molti comportamenti tipici dei ragazzi: impulsività, ricerca di sensazioni forti, difficoltà a valutare le conseguenze.
Dal punto di vista psicoanalitico, l’adolescenza è il tempo in cui il soggetto è chiamato a separarsi dalle identificazioni infantili e a costruire un proprio desiderio. Non è un passaggio indolore: richiede di attraversare una crisi, di perdere qualcosa per poter diventare qualcun altro. Il disagio adolescenziale emerge quando questa transizione si blocca, o quando l’ambiente non offre le condizioni per attraversarla.
Oltre la categoria diagnostica
Il lavoro psicoterapeutico con un adolescente non è semplicemente una terapia per adulti adattata. Ha le sue specificità, i suoi tempi, il suo linguaggio. L’adolescente raramente arriva con una domanda già formulata. Spesso sono i genitori a chiedere il primo colloquio, preoccupati per comportamenti che non riescono a decifrare. Il mio compito iniziale è creare le condizioni perché il ragazzo possa trovare un proprio spazio di parola, distinto da quello della famiglia.
L’orientamento psicoanalitico che guida il mio lavoro parte da un presupposto: ogni adolescente porta una sofferenza singolare. Il sintomo non è solo un problema da eliminare. È anche un modo, spesso l’unico trovato fino a quel momento, per far fronte a qualcosa che non ha trovato altre vie di espressione. Il percorso di psicoterapia con adolescenti a Pescara che propongo mira a trasformare quel sintomo in una domanda: cosa sta cercando di dire? Cosa si è bloccato?
La parola al centro del lavoro
Gli adolescenti raramente arrivano in seduta con il desiderio di parlare. Spesso il silenzio, le risposte brevi, la diffidenza sono la modalità iniziale. È normale e va rispettato.
Il lavoro clinico con i ragazzi non forza la parola. Aspetta che qualcosa possa emergere, accoglie anche ciò che si esprime in altro modo: attraverso il corpo, gli agiti, ciò che viene messo in scena fuori dalla seduta. Col tempo, quando si crea uno spazio sufficientemente protetto, qualcosa inizia a muoversi. Non si tratta di far parlare l’adolescente dei suoi problemi, ma di permettergli di scoprire che ha qualcosa da dire, qualcosa che lo riguarda e che forse non sapeva nemmeno di portare.
Come iniziare una psicoterapia con un adolescente
I Genitori
Il percorso inizia con un primo colloquio, solitamente richiesto dai genitori. In questa fase raccolgo la loro preoccupazione, la storia del ragazzo e ciò che ha portato a cercare aiuto.
Il Ragazzo
Successivamente incontro l’adolescente, da solo. Questi colloqui servono a capire se ci sono le condizioni per iniziare un lavoro insieme: non tutti i ragazzi sono pronti, forzare non serve.
Il Setting
Se emerge una possibilità di lavoro, si concorda insieme la frequenza. Per i minorenni, la legge richiede il consenso informato di entrambi i genitori, aspetto chiarito fin dal primo incontro.
Per aspetti pratici (come funziona, durata, costi), ho raccolto le risposte qui: Domande frequenti
In Italia l’esercizio della professione di psicologo è regolato dagli Ordini regionali e dal Consiglio Nazionale. Per informazioni generali puoi consultare il sito dell’Ordine degli Psicologi Abruzzo.
Contattarmi per un colloquio a Pescara o online
Se stai pensando di richiedere un supporto psicologico per un adolescente, il primo passo è fissare un colloquio conoscitivo.
Non è un impegno definitivo, ma un tempo protetto in cui poter esporre la situazione e capire come procedere.
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