L'oggetto trasformativo
Nel 1979, Christopher Bollas introduce un concetto che svilupperà compiutamente nel suo libro The Shadow of the Object (1987): l'oggetto trasformativo.
Il primo oggetto non è una persona
La sua intuizione è radicale: il primo oggetto nella vita di un infante non è percepito come una persona distinta, ma come un processo che altera l'ambiente interno ed esterno.
Come scrive Bollas:
"Prima che la madre sia personalizzata per l'infante come un oggetto intero, ha funzionato come una regione o fonte di trasformazione, e poiché la soggettività nascente dell'infante è quasi completamente l'esperienza delle integrazioni dell'Io (cognitive, libidinali, affettive), il primo oggetto è identificato con le alterazioni dello stato dell'Io."
In altre parole: il bambino non percepisce "mia madre", ma "ciò che mi trasforma". L'oggetto trasformativo promette una trasformazione esistenziale in cui sia l'ambiente interno che quello esterno possono essere modificati.
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