La regola aurea di Darwin: contro la censura della mente

Charles Darwin aveva scoperto un meccanismo della propria mente: ogni volta che un’osservazione contraddiceva le sue teorie, quella informazione tendeva a svanire dalla memoria.

La selezione dei fatti

I fatti favorevoli restavano nitidi, disponibili, facili da richiamare. Quelli scomodi scivolavano via senza che se ne accorgesse. La sua mente aveva imparato a selezionare i fatti.

Allora stabilì per sé una “regola aurea”: annotare immediatamente, prima che la mente facesse il suo lavoro di censura, ogni fatto che mettesse in discussione i suoi risultati.

L’occhio clinico di Freud

Decenni dopo, Sigmund Freud rilesse quell’autobiografia con occhio clinico. Ciò che Darwin aveva osservato in sé non era un’eccezione.

La memoria, scrive Freud, non è un archivio neutrale. Conserva ciò che conferma ed elimina ciò che disturba. Abbiamo la necessità di mantenere intatta l’immagine che abbiamo costruito di noi stessi e del mondo.

Darwin sapeva che senza quella disciplina avrebbe costruito una teoria coerente, bella e perfetta.
Ma sbagliata.

A cura del Dott. Massimiliano Di Liborio
Psicologo e Psicoterapeuta a Pescara

Chi sono |
Prenota un colloquio

Contatti

Ricevo su appuntamento, anche online.

Seguimi sui social

Iscritto all’Albo degli Psicologi
della Regione Abruzzo n. 2401 P.i. 02107080687

© 2025 massimilianodiliborio.it | Cookie Policy (UE)

Torna in alto